Ancora un nuovo progetto ad opera di stern lab, che avevo gia' segnalato per le Body-Technology Interfaces, si tratta di una vecchia macchina da cucire che e' stata allegramente moddata in maniera del tutto poco funzionale per apparire un po' steampunk. Le reazioni fra i commenti sono pungenti e criticano proprio l'approccio puramente estetico, ma alla fine a me piace. :)
link utili:
Guida steampunk all'apocalisse
Inaugura mercoledi’ 17 dicembre ore 19,30 al Betty&Books di Bologna, la mostra "Imparaticcio" con i ricami a punto croce di Cinzia Ortali. Per chi si perde l'inaugurazione, la mostra sara' visibile fino al 31 gennaio 2009 sempre al Betty Book Shop, Via Rialto 23/A (BO).
Ecco cosa scrive Cinzia Ortali sul sito di Betty&Books:
“L’imparaticcio, o ricamo a punto croce su piccoli pezzi di stoffa, è stato il mezzo attraverso il quale le bambine venivano educate, per secoli e secoli, alle virtù femminili.
La ricerca da cui è nata la serie di ricami in mostra mercoledì 17
dicembre da Betty&Books è frutto del desiderio di riscoprire e
riprodurre parte di quell’immenso e vario repertorio iconografico tutto declinato al femminile. Il desiderio è stato anche quello di reinventare simboli e icone in chiave contemporanea
utilizzando lo stesso media, il ricamo su stoffa, e la stessa semplice,
anche infantile, schematizzazione delle forme, così come avveniva negli
esercizi dilettanteschi delle antiche bambine.” - Cinzia Ortali
Il ricamo visto quindi come recupero della tradizione,ma anche come "pratica del quotidiano che fortunatamente e’ stata spesso sovvertita diventando occasione per stare assieme, condividere spazi e saperi tra donne:
ricamo, uncinetto e maglia sono le porte simboliche di una “stanza
tutta per se’. Una stanza, un cerchio per 'complottare' del personale
e del politico", come leggiamo sul sito di Betty&Books.
Fra l'altro all'interno del post sull'evento, Betty cita la riceca condotta dale pagine del Multiblog di Serpica Naro, su risorse online e le diverse community di puntocroce sovversivo, prima parte e seconda parte (grazie Betty!).
Leggete il post sul sito di BETTY&SHOP per saperne di più sulla mostra o il CHI SONO, per approfondire la conoscenza della signorina Betty!
Non ci sono piu' le mezze stagioni, dicono, ma
i cambi di stagione non ce li toglie nessuno. Neanche
nella crisi economica. I media magari suggeriscono
il ritorno della formica, ma c'e' chi ha le idee piu'
elaborate e divertenti, e anche da prima. Riutilizzare,
ridurre e riciclare e', come sempre, molto divertente.
Ce lo riconferma la domenica 23.11. passata al Baratto
in Scighera. Abbiamo partecipato, insieme a parecchia
altra gente, ad un "suk collettivamente creato", dove
invece di vendere o comprare, si condivide e scambia.

E si crea. E' importante combinare e mischiare,
che cosi' spesso riscopriamo delle cose in
una luce nuova.
Nello specifico la nostra stilista Nadiuchka e' partita
da una semplice camicia e una canotta, che
mettendole insieme sono diventate qualcosa
di piu' della somma delle parti. Ha immaginato
anche un possibile completino da capodanno,
efficace e glam, partendo da cose che aveva
gia' a disposizione da prima, mettendole in una
nuova luce. Quindi la moda non e' solo una questione
di soldi, ne di "riviste giuste", o di "certi giri" e
"quelli che sanno". Si, le idee sono importanti
e anche le relazioni, ma per trovarle e metterle insieme
bisogna essere un po' esploratori, e cercarle ovunque,
nelle citta', nei luoghi di socialita', nei propri
armadi, ... E al Baratto.

E' un evento che favorisce una miscela di creativita',
comunicazione e buona fortuna molto efficace, e di
conseguenza si torna a casa arricchiti che di esperienze
che di begli oggetti per i quali in una giornata di
shopping poco consapevole avremmo speso chissa'
quanto, inquinando a dismisura.
E la cosa piu' bella e' che ci si guadagna anche
in socialita', contenuti ed entusiasmo, cosa che i negozi
in centro cercano invano di farci credere di poterci
vendere.
Quindi, svuotiamo un po' quegli armadi che accumulano
le cose che non si usano da anni, ma non buttandole,
rigiriamole invece, perche' probabilmente per qualcun
altro possono essere delle vere e proprie trovate.
Regaliamo cosi' alla citta' anche un altro suk, o
mercato, inteso come luogo d'incontro.
PS: Piu' info sul ciclo di vita delle "cose", in un interessante video, segnalato da questo post sul blog Zoescope: http://zoescope.wordpress.com/2008/11/11/the-story-of-stuff/


Nuovo incontro per il baratto e il freecycle di abiti, utensili, libri, Cd e quant'altro alla Scighera (via Candiani 131, www.lascighera.org), il 23 novembre dalle 17:30.
Al circolo Arci la Scighera, dal 3 ottobre, ogni primo e terzo venerdì del mese, dalle 18 alle 21,
partiranno le serate atelier: per chi sa cucire, fare la
maglia e l'uncinetto o ricamare e vuole solamente uno spazio libero in cui
scambiare chiacchiere, consigli e informazioni mentre sferruzza, impuntura e
ricama. Chi vuole imparare o sperimentare è ovviamente benvenut*!
La Scighera è in via Candiani 131 (02 39480616, www.lascighera.org).
foto drw25
Trovato in giro sul blog Clevergirl una proposta per costruire un camicione a partire da due camicie.
Io provo a farlo appena rimetto a nuovo la macchina da cucire fossile che ho trovato fra cianfrusaglie dei miei.
navigando su internet ho trovato questo sito http://www.instructables.com/... con una cifra di idee interessanti... e sopratutto con spiegato step bystep come si possono fare...
spero che sia utile!
vagando tra le foto delle vecchie vacanze, ho incontrato questa... un piccolo negozio in marocco che riparava macchine da cucire...il mio spirito da sartina non ha potuto fare a meno di fotografarle.. e condividerle!
Nell'ambito della Blogfest che si terrà a Riva del Garda (P.zza 3 Novembre), sabato 13 settembre sarà un Fashion Camp dedicato alla moda, alle fashion victim e a chi veste con stile.
Superando il brivido di orrore che si prova all'idea di essere circondata da persone brandate anche laddove nessuno è mai giunto prima che deriva dalla lettura delle prime righe, il Fashion Camp sembra presentare alcuni spunti interessanti (e, si spera, una sana dose di autoironia).
Ognuno può segnarsi sul calendario degli eventi in programma e tenere una miniconferenza sull'argomento relativo alla moda.
Tra gli spunti di discussione presentati gli scambi di abiti di gruppo (iniziativa partita 'da sfigate' e diventata immediatamente trendy), il vouging e i materiali tessili ecosostenibili.
Informazioni e possibilità di segnalarsi come relatrici di una conferenza impromptu qui: http://barcamp.org/FashionCamp
Possibilità di sperimentare lo scambio di abiti di gruppo (in pratica: ognuna porta i vestiti in buone condizioni di cui vuole disfarsi, li scambia con le altre, e alla fine tutte hanno un nuovo guardaroba senza aver speso un centesimo) il 12 ottobre dalle 17 qui: http://www.lascighera.org/baratto
foto: CC Steven Hopson
Gironzolanto per la rete ho trovato questa foto su flikr,
proviene dallo stream dell''institute for networking cultures di Amsterdam e riporta alcune foto dell'ultima sessione del my creativity. Si puo' notare distintamente l'adesivo sul laptop!
Le fiche navigano, trovano sempre le porte spalancate, nuovi amici che le cercano, saremo infatti a Bologna assieme alle ragazzine del sexyshock in un solstizio pink, per testare e inventare azioni radicali da riprodurre tutti i giorni, dall'autocostruzione di una bici al detersivo biologico.
"Un sabato di goduria, freschezza, cazzeggio,
workshop, cibo, azioni radicali da condividere e diffondere nel nostro agire
quotidiano vicine alle pratiche delle nostre vite reali e lontane dalla
retorica.
Venite accorrete
SABATO 21 GIUGNO dalle 15.00 alle 24.00 al Parco dei Cigni/Giardini/Ca'Bura (a bologna viene chiamato in 20 modi diversi). Ci trovi sotto il tendone, vicino alla casa buia.
Tra le interessanti iniziative di guerriglia al branding, ecco un workshop per imparare a fare copie perfette delle borse firmate, ma pezzi unici, a mano e all'uncinetto.
Dal 2006 la creatrice di
http://www.counterfeitcrochet.org/
e chi si unisce alla sua iniziativa, dedica parte del proprio
tempo alla creazione di falsi rigorosamente artigianali di borse e
accessori di Fendi, Gucci, Chanel, Prada, Barbour, e così
via...
Il risultato è una ingegnosa "traduzione"
dell'accessorio realizzato con altri materiali, modi e mezzi di
produzione. Le persone coinvolte impiegano la loro creatività
e le loro capacità tecniche per creare finte stampe
Vuitton con un filo annodato su se stesso infinite volte.
Le creazioni di Counterfeit Crochet
sono dei piccoli trattati di economia politica indossabili. Le grandi
firme del made in Italy spesso esternalizzano larga parte della
produzione all'estero in modo da risparmiare sui costi di produzione.
Da quegli stessi paesi vengono gli accessori e i capi d'abbigliamento
contraffatti che le persone comprano pur di poter mostrare il loro
marchio. Il loro interesse non è più la (presunta)
qualità del bene quanto il monogramma status symbol. Poco
importa quanto questo costa in termini di sofferenza ai suoi simili
chiusi in fabbriche senza aerazione e senza diritti sindacali,
costretti a lavorare per 16-18 ore ogni giorno.
Il desiderio imperante del prodotto
firmato e la compulsione all'acquisto come conferma della propria
esistenza vengono neutralizzati e ribaltati in Counterfeit Crochet.
Il desiderio del brand diventa spinta creativa per chi lavora alla
propria borsa e allo stesso tempo alternativa al consumo compulsivo
di beni di massa. Produrre questi accessori, sia pure come attività
ricreativa, porta anche a comprendere la quantità di lavoro
necessaria a realizzare ogni singolo pezzo.
Dice la madre del progetto, la visual artist Stephanie Syjuco: "Mi
interessa vedere come questo progetto sia parallelo e allo stesso
tempo diverga dalla produzione industriale capitalista contemporanea.
Come collaborazione, va in parallelo con l'idea del lavoro dato in
'outsourcing', ma aggiunge un livello di creatività
democratico e probabilmente anarchico [...]. Le partecipanti si sono
prese delle libertà con le loro traduzioni, cambiando colori,
aggiungendo materiali (cartoncino, colla, etc...), secondo le loro
esigenze. Le creatrici sono incoraggiate a conservare e usare le loro
borse nel tentativo di inserire strane mutazioni nel flusso del
commercio e del consumo".
L'idea ha avuto un tale successo che vengono organizzate mostre a livello
internazionale per esporre le mutazioni finite e i lavori in corso
verso nuove derive.
Globalmente
singolari.
Le foto sono prese dal sito: http://www.counterfeitcrochet.org, dove ci sono anche i pattern scaricabili per fare la propria borsa fasulla.
Oggi il workshop di Serpica di autoproduzione delle Fiche all'occhiello e' stato un successone! Grazie al prezioso aiuo di Veruska e Valkyria, fra gli scampoli delle nostre sartine nastri, paillettes e le immancabili perline per la clitoride, abbiamo costruito un buon numero di spillette, coloratissime e di diverse forme. La condivisone del semplice saper fare, il riuso di materiali di scarto che possono essere assemblati per produrre qualcosa di nuovo, sono stati il pretesto per confrontarsi e discutere con un pizzico di ironia di questioni ben piu' serie, come la piaga dei medici obiettori che in italia e in lombradia sta acquisendo contorni sempre piu' inquietanti: dai casi penosi dei medici che si son rifiutati di prescrivere la pillola del giorno dopo (presumendo erroneamente che si trattasse di un abortivo, ove invece e' un semplice contraccettivo), a questioni ben piu' problematiche legate all'aborto, che vede le contraddizioni pazzesche di medici che sono obiettori negli ospedali pubblici per poi eseguire gli aborti privatamente, o al sempre piu' frequente ricorso, specie per le donne immigrate, all'aborto clandestino.
Presto Valkyria postera' un semplice howto per autoprodurre la propria fichetta all'occhiello. Intanto qui trovate alcune delle foto della giornata.
Dal 9 all'11 maggio 2008 dalle 14 alle 24 ci trovate al Rebel8, Cavalcavia Bussa sopra la stazione FS Garibaldi a Milano, dietro il quartiere ISOLA...
Cercate il Gazebo di Serpica e partecipate ai workshop TAGLIA e CUCI "XYZ Vs ABC", per imparare a cucire dalla A alla Z...ma in ordine sparso!
Abbiamo pazze idee in testa e venerdi' cominceremo da lì, all'ora dell'aperitivo, per imparare, cucendo, ad agghindare la sfera più estrema del nostro corpo...
Sabato 10 maggio si inizia presto - alle 15- per confezionare splendide fiche di ogni foggia e stile, con ogni mezzo necessario! Partiremo dall’uncinetto, ma non ci fermeremo di fronte a niente!
BE PROUD TO BE FEMALE!
Contro gli attacchi ripetuti dei virus ammorbanti e abietti degli obiettori della legge 194 e dei loro complici, che puntano a mortificarci nel corpo e nello spirito...Sguainiamo la clitorite e diciamo chiaro e tondo, che non ci stiamo!
Domenica sarà il momento del laboratorio STRILLI E MOSTRILLI, con la speciale partecipazione di Ango della PORNFLAKES QUEER CREW.
Tiriamo fuori il mostrillo che e' in noi, disegnamolo, tagliamolo e cuciamolo per confezionare ASSIEME la piu' mostrilla delle bambole, quella che solo noi avremo.
Portate i vostri bambini, quelli che avete creato o adottato o quelli che avete da sempre dentro di voi...vi aspettiamo assieme agli amici immaginiari / Meek Dolls di Ango!
Special Guest MARIAE NASCENTI, con una piccola ma preziosa mostra (o mostrilla?) di disegni e schizzi + fanzine a GO-GO!
Dale 14 tutti i giorni inoltre troverete le Autoproduzioni Serpica Naro con le loro creazioni, la nuova collezione di spille e le t-shirt interamente made in Bovisa. I fantastici Stickers sagomati con l'effige di Serpica per addobbare il vostro frigo, la vostra auto, il vostro portatile...il vostro mondo con il metabrand prediletto.
E se alla MAYDAY008 non siete riusciti a tatuarvi il claim degli indomiti precari, "NON AVRETE LA MIA PELLE!", qui potrete rifarvi: ci saranno infatti anche i tattoos temporanei di San Precario e i pezzi mancanti del puzzle che non siete riusciti a finire.
Passate a trovarci, vi aspettiamo!
Cavalcavia Bussa - P.ta Garibaldi MM2 - Milano
autoproduzioni + workshop*+ special guest + info point Style Lab
9-10-11 maggio 2008
per info sul Rebel8 : http://rebel8.noblogs.org/
Per la seconda puntata "Mondo Puntocroce", ripartiamo stando decisamente sul pratico.
La prima puntata nel lisergico mondo del puntocroce sovversivo
era decisamente esplorativa... di un mondo di pazze e pazzi che evidentemente passano gran parte del loro tempo a ricamare a puntocroce i soggetti più impensabili: claim post femministi, scene di guerriglia urbana, falli giganti e teschi.
Non esattamente quello che una volta le nostre nonne ricamavano: coniglietti, uova pasquali, angioletti, ghirlande e cuoricini....
;)
insomma, sembra una cosa divertente!
COME SI FA?
ne so quanto voi, ma sto cercando di scoprirlo.
Su alcuni siti è possibile trovare schemi pronti all'uso per provare a sperimentare il puntocroce senza dover per forza cedere alle smancierie tipiche del ricamo o dover creare da noi i disegni:
http://www.fuldesign.se/gratis/gratis_broderi.html
qui trovate schemi ultra pop, fra cui alcune elaborazioni fighissime di grafiche di bansky.
e se invece volessimo creare noi qualcosa o rielaborare disegni o scritte che ci ispirano?
In rete troviamo strumenti free per generare schemi assolutamente originali.
uno di questi appunto lo segnalava expoding boy:
si chiama knitPro ed e' un tool online freeware di microRevolt:
http://www.microrevolt.org/knitPro.htm

Traduce immagini digitali in schemi per lavori a maglia e a puntocroce (ah, perche'... c'e' differenza?).
l'interfaccia e' molto semplice, e facile da usare:
si fa l'upload del file (gif, png o jpg - max 1MB di peso) e all'invio knitPro scarica sul tuo computer lo schema in pdf.
l'importante e' interiorizzare questa banale equazione: 1pixel corrisponde ad 1 punto.
per cui se caricate file di 400x400pixel ad esempio, knitpro vi fornirà uno schema di 400x400 punti.
GULP.
SUGGERIMENTO:
per iniziare e' meglio ridurre il numero di pixel della grafica che si intende convertire.
Ad esempio non 400 ma 40px come ho fatto io con questo disegno di space invaders:
Questa e' la gif da me caricata e questo' il pdf ottenuto con knitPro:
Seguendo questo link:
http://www.microrevolt.org/KNAS/index.htm
troverete una piccola collettiva online di lavori a maglia realizzati con knitPro.
Splendidi esempi di "hobbysmo estremo" che si rifa alla cultura secolare del DIY (Do It Yourself).

con knitPro il risultato e' sostanzialmente una serie di pixeloni affiancati in una griglia.
se si tratta di un lavoro a piu' colori diventa difficile riuscire a capire quanti colori usare perche' knitPro,
da quel che ho potuto vedere, non semplifica lo schema e non riduce i colori.
se si usa knitPro e' meglio usare pochi colori, altrimenti non si capisce una fava secca.
per lavori piu' complessi e di grosse dimensioni meglio usare altri sistemi come ad esempio questo:
http://www.darklilac.com/upload.jsp
formati accettati: gif, jpg, jpeg e png. non c'e' un peso massimo ma dimensioni massime consentite.
non e' possibile infatti fare l'upload di immagini per le quali il risultato di base per altezza in pixel superi i 140000 pixels...
stateci attente che altrimenti non riuscirete ad avere il vostro schema.
la cosa interessante e' che il software e' sotto licenza creative commons e tutti gli schemi generati con dark liliac sono automaticamente rilasciati sotto licenza Creative Commons ShareALike.
Ho provato con un'immagine di Serpica piccola:
http://serpicanaro.com/creations/schemi-puntocroce-serpica-naro
e con serpica più grande:
http://serpicanaro.com/creations/schema-puntocroce-serpica-naro-not-sale...
Se usate disegni grandi (questo era parecchio grande, quasi al limite del consentito) viene creato un file pdf di piu' pagine A4 che suddividono lo schema mantenendo le dimensioni originali 1:1. Anche qui 1pixel corrisonde ad un punto.
scaricate gli schemi di Serpica Naro e provate :cliccate sul coniglio share/download!
Poi ho provato a convertire il mio piccolo space invader, ed ecco il risultato:
Come potete vedere se usate piu' colori il pdf segnala i punti di colori diversi con simboli differenti e crea una legenda in cui sono riportati anche i codici colori usati nel ricamo.
scaricate il pdf del sorgente dal post su space invaders per capire cosa intendo: http://serpicanaro.com/creations/space-invaders-schema-puntocroce
Nella prossima puntata: Si... ma come C***O si ricama a puntocroce??!?!
Prodotta da sternlab, l'interfaccia alla tecnologia che piu' ci ricorda il ventre materno, caldo intimo accogliente.
Parto da uno space invaders ricamato a punto croce intravisto su flickr
e in un battibaleno
finisco in un mercato alternativo a melbourne
;)
Facciamo un passo indietro:
ispirata dalla segnalazione di zoe di creazioni all'uncinetto fuori dagli schemi,
sono partita alla scoperta dello strabiliante mondo del punto croce alternativo.
Subversive Cross Stitch
è uno dei gruppi di utenti in rete devoti all'arte della pixel art
ante litteram: il punto croce appunto, cross stitch in inglese.
Vi consiglio di farvi un giro curiosando nella loro gallery su flickr.
Quadretti tanto carini che, sotto le mentite spoglie dei mielosi puntocroce della nonna, nascondono
frasi al vetriolo, rivendicazione di genere, attivismo, humor da vendere:
e dal telo ai vestiti il salto è facile:

fra le varie creazioni inserite alcune mi colpiscono più di altre.Questa ad esempio:

"lavoro a punto croce che mostra degli attivisti durante i riots del marzo 2007 in Danimarca (Copenaghen, Youth House)"
Figo! lo schema su cui si basa il lavoro a puntocroce, scrive la tipa che lo ha fatto, è ricavato da una foto su wikipedia. Dimensioni finali del lavoro: 24,5 x 31 cm...mica cazzi.punto per punto.non so se rendo l'idea.
Questa tipa, Cross-stitch ninja è veramente in gamba.
...
Becco, sempre suo, un altro lavoro a puntocroce preso da uno stencil di Bansky.
nella dida dice dove ha preso lo schema, non è farina del suo sacco, cita la fonte
e segnala il sito dove poter scaricare altri schemi gratis.
Mi piace come ragiona la ragazza, riesco alla fine a trovare il suo sito, anzi quello del gruppo a cui appartiene.
Sono almeno in due: lei e una tale Kakariki le pazze "puntocrociste"...ma dalle foto il giro dei partecipanti sembrerebbe piu' allargato.
ecco un lavoro di Kakariki:

organizzano un mercato alternativo a melbourne, le loro creazioni sono coperte da licenza creative commons,
le idee sono belle chiare, traduco a spanne:
"la connessione fra attivismo radicale e mestieri artigiani e' storicamente molto forte ed importante. Prima che le donne potessero votare, i lavori domestici erano spesso una scusa per stare assieme e complottare (qualcuno sa cosa vuol dire plot? io ipotizzo)
le artigiane hanno spesso usato le loro competenze per ispirare azione e ribellione, specialmente attraverso la creazione di bandiere.
Ci sono molte storie in merito all'uso di trapunte durante il movimento abolizionista negli Stati Uniti, non solo per tirar su fondi per la causa o accrescere la consapevolezza, ma anche per aiutare fattivamente il passaggio verso la libertà.
Ci sono storie di trapunte con codici segreti custoditi nelle pezze che le componevano: funzionavano come mappe per mostrare le vie di fuga sicure. Altre raccontano di certi tipi di trapunte che venivano appese ad asciugare sui fili della biancheria per indicare le case sicure (...)
leggete tutto qui direttamente sul loro sito RADICAL CROSS STITCH
mi fermo qui per ora...ho il cervello a puntocroce ormai.
ci vuole almeno un'altra puntata per mettere ordine nel materiale trovato online:
tutorial, siti di riferimento, software per la creazione di pattern...
di questi ultimi ce ne sono diversi, piu' o meno complessi a seconda delle necessità, uno già lo segnalava exploding boy in un suo post).
.+
Sperimentazioni con l'uncinetto sono all'ordine del giorno. Non sempre si tratta di capi da indossare o da mettere al centro del tavolo rotondo del salotto della nonna.
Queste sono alcune delle creazioni scovate nella rete:
let's go ninjas!
per Carnevale!
Darth Vader!
Esco di sera dal posto infame in cui lavoro, di corsa a piedi verso casa con la testa piantata nel giubbotto come un piccione, faccia incazzata ma ad un certo punto scopro questo manicotto a bolle, per ammorbidire il grigiore di un divieto di accesso.
Bello!
Il più bel regalo che ho ricevuto a natale è senza dubbio questo passamontagna finto Wal-Mart. L'ha fatto Cat Mazza, un'artista che propone il lavoro a maglia come atto di resistenza molecolare contro le multinazionali sfruttatrici della manodopera a basso costo. Si è inventata questa surreale pratica del logo knitting che consiste nel riprodurre famosi brand nei lavori artigianali. E' sia una polemica alla standardizzazione dei vestiti, sia un modo per riconnettere con la cosiddetta immaterialità dei marchi col lavoro vivo.
Sul suo sito è possibile trovare Knit Pro, un'applicazione che può trasformare qualsiasi immagine in pattern per lavori a maglia, uncinetto e punto-croce.
Nella foto, il subcomandante explo saluta l'alba del nuovo anno.